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Miglior attore al Mess 2011 |
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TONI SERVILLO, “MIGLIOR ATTORE” AL MESS 2011 DI SARAJEVO
Per lo spettacolo “Sconcerto” che si aggiudica anche il premio della giuria per la musica di Giorgio Battistelli. È Toni Servillo,
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Trascrizione filmata di uno spettacolo teatrale degli anni '80 di cui Martone curò anche la messinscena, dopo averlo scritto con Toni Servillo su testi di Enzo Moscato. Un'esplorazione a colpi di sonda (e di rasoio) nelle viscere di una Napoli sdoppiata in due: arcaica e moderna, malata e vitale, dura e dolce, in bilico tra la morte e la resurrezione, tra il Mito e la Storia.
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Morte di un matematico napoletano. Ultimi giorni nella vita di Renato Caccioppoli (1904-59), matematico insigne, eretico e lucido compagno di strada del PCI, protagonista della vita culturale di Napoli, dandy alcolista che finì suicida. Il ritratto del personaggio – un Carlo Cecchi di straziante intensità – convive con un racconto
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Gomorra. Potere, soldi e sangue. In un mondo apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra, questi sono i “valori” con i quali gli abitanti della provincia di Caserta, tra Aversa e Casal di Principe, devono scontrarsi ogni giorno. Quasi sempre non puoi scegliere, quasi sempre sei costretto a obbedire alle regole del Sistema, la Camorra,
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Noi Credevamo. Dopo il trionfo al Festival di Roma, Premio Marc’Antonio per il film “Una vita tranquilla”, un’altra intensa e toccante interpretazione di Toni Servillo, nei panni di Giuseppe Mazzini nel nuovo film di Mario Martone, “Noi Credevamo”. Nel cast, assieme a Servillo, ci sono Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco,
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La ragazza del Lago. Una giovane donna, annegata in un lago della provincia friuliana, viene rinvenuta nuda lungo la sponda. Sulla morte misteriosa di Anna, studentessa e giocatrice di hockey, indaga il commissario Giovanni Sanzio, padre ruvido e introverso di Francesca. Affetto da una dermatite atipica e dimenticato dalla consorte che soffre di una malattia degenerativa del sistema nervoso,
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Toni intervistato da Arte |
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 In occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia (1861-2011), la Tivvù Francese “Arte” ha intervistato Toni Servillo. Titolo del Reportage, realizzato dal giornalista Gustav Hofer “Célébration: à Naples avec Toni Servillo. Ecco il Link per vedere l’intervista Arte avec Toni Servillo
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I Vesuviani. Episodio “La Salita”. Una landa desolata. E' l'impervio crinale del Vesuvio. Il sindaco di Napoli arranca sulla salita del monte. Durante la salita, accompagnato per un tratto da un corvo, loquace ed ironico interlocutore, incontra diversi personaggi, simboli e testimonianze di un mondo trasformato e deludente.
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Luna Rossa. Oreste, che è il bellissimo Domenico Balsamo, ama la sorella, ammazza la madre, sogna di aggirarsi nudo tra le colonne di Paestum, di scavare la terra con le mani trovando sangue sepolto. Il capofamiglia muore ascoltando Luna rossa, canzone di tradimento. Fratricidi, parricidi, parenticidi, uxoricidi. Cavalli neri e una pantera nera in gabbia, animali araldici. Esplosioni, fiamme, spari e soldi.
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L’uomo in più. 1980: Antonio Pisapia è un calciatore all'apice della propria carriera, Antonio "Tony" Pisapia è un cantante di musica leggera; entrambi sembrano avere il mondo ai loro piedi. Tony cantante è cinico, spavaldo, egocentrico; Antonio calciatore è timido, chiuso, fondamentalmente ingenuo e triste. "Mi sono svegliato tardi", dice Tony Pisapia,
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Gorbaciof. Presentato fuori concorso alla 67ª Edizione del Festival del cinema di Venezia, Gorbaciof. La regia affidata ad un sobrio Stefano Incerti, che riesce a trasformare Marino Pacileo (Toni Servillo) contabile del carcere Napoletano di Poggioreale, da freddo e misterioso individuo, in un dolce e premuroso amante. Gorbaciof, il soprannome di Marino,
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Una vita tranquilla. Per sfuggire alla morte, Rosario (Toni Servillo), si rifugia in Germania, cambia identità, si inventa ristoratore e mette su famiglia. Taglia i ponti con il passato, quel passato che lo ha visto camorrista. Da quandici anni conduce una “vita tranquilla” fino al giorno in cui bussa alla sua porta suo figlio Diego (Marco D’Amore) che gli chiede ospitalità,
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Sconcerto - Teatro di Musica |
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Dopo le anteprime della scorsa estate a Ravello, Roma e Milano debutta a Napoli al Teatro Mercadante Sconcerto, teatro di musica di Giorgio Battistelli, Franco Marcoaldi e Toni Servillo, in scena insieme al fratello Peppe.
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Teatro di Guerra. Nel 1994 a Napoli, in una disagevole sala tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, il giovane Renzo comincia le prove di I sette contro Tebe (467 a.C.) di Eschilo – tragedia che parla di un assedio e di una guerra fratricida – per metterla in scena a Sarajevo. Le prove si alternano con la vita privata dei componenti del gruppo, mentre in un teatro stabile un altro regista sta preparando l'allestimento
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Il Divo. C'è un uomo che soffre di terribili emicranie e arriva anche a contornarsi il volto con l'agopuntura pur di lenire il dolore. È la prima immagine (grottesca) di Giulio Andreotti ne Il divo. Siamo negli Anni Ottanta e quest'uomo freddo e distaccato, apparentemente privo di qualsiasi reazione emotiva, è a capo di una potente corrente della Democrazia Cristiana
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Le conseguenze dell’Amore. Unico film italiano selezionato dalla commissione ufficiale del Festival di Cannes 2004, "Le conseguenze dell'amore" è il secondo, delizioso lungometraggio del 35enne napoletano Paolo Sorrentino. Il film, quasi interamente girato all'interno di un hotel di un'anonima cittadina svizzera, racconta uno stralcio della vita
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Il Gioiellino. La Leda è una delle maggiori aziende agro-alimentari del Paese: ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori. Quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell'azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti:
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Lascia perdere Johnny. Caserta 1976. Fausto Ciaramella ha diciotto anni e se non trova un lavoro a fine anno dovrà partire per il servizio militare. Per adesso suona la chitarra nell'orchestra del maestro Domenico Falasco, trombettista e bidello. L'esperienza con la colorata “orchestra Falasco” finisce una sera di primavera a Roccamonfina.
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