Trilogia della villeggiatura
“Non sono di quelli che pensano che il momento più bello del teatro sia quando si prova, io penso che il momento più bello del teatro è quando si recita” (Toni Servillo)

Toni Servillo, insieme al produttore Angelo Curti ed al regista Massimiliano Pacifico, sarà giovedì 16 febbraio (alle ore 18) alla Casa del Cinema di Roma per la proiezione di 394 – Trilogia nel mondo. Il film, presentato fuori concorso all’ultimo Torino Film Festival, ricostruisce i quattro anni di repliche e le quasi 400 tappe (394 per l’esattezza, in tante città come Berlino e Mosca, Parigi e New York, Madrid e Istanbul) della lunga tournèe internazionale di Trilogia della villeggiatura di Goldoni, lo spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e da Teatri Uniti di Napoli, diretto e interpretato da Toni Servillo. Non solo un film sul teatro, sugli attori e la recitazione, ma il racconto di un viaggio vero e proprio del teatro nel mondo, il racconto di un’esperienza divertente e curiosa attraverso pubblici, luoghi, culture e stili di vita diversi. “Durante quattro anni di tournèe – così Toni Servillo – ti muore un padre, ti nascono figli, ti separi da una donna, ci sono delle guerre e tutto il tuo rapporto intimo col personaggio che stai recitando o con l’autore che stai portando in giro, s’informa di queste cose e crea una qualità speciale”. 394 – Trilogia nel mondo  sarà proiettato, tutti i giorni alle ore 18, fino a domenica 19 febbraio, alla Sala Kodak della Casa del Cinema, in Largo Marcello Mastroianni a Roma (info   www.casadelcinema.it). Nel corso di quest’anno sarà proposto in Dvd da Feltrinelli Real Cinema, distribuito in un cofanetto che conterrà una selezione di scene dello spettacolo, le master class di Servillo agli attori, e numerose interviste ai protagonisti della tournée. “Ho avuto il privilegio – aggiunge il regista Massimiliano Pacifico – di poter documentare in tempo reale una delle tournèe teatrali più entusiasmanti degli ultimi decenni. In giro per il mondo con uno dei più grandi attori viventi ho raccolto oltre cento ore di straordinario materiale filmato. Attraverso una meditata sintesi al montaggio è nato l’appassionante racconto di un’esperienza significativa ed indelebile di arte e di vita. Non vi sono interviste dirette o intromissioni negli avvenimenti davanti all’obiettivo. Lo spettatore non dovrà avere la sensazione di guardare un documentario, ma di calarsi nelle vicende dei vari personaggi. Una testimonianza, intensa e insieme leggera ed ironica, del valore dell’arte teatrale nel mondo, in tempi di crisi economica e culturale”.

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