“Elvira”, il nobile mestiere di recitare

Dal 13 al 25 marzo al Teatro Carignano di Torino

Toni Servillo incontra Louis Jouvet

Lo spettacolo prodotto da Teatri Uniti e Piccolo Teatro poi in tournèe a Venezia e Madrid

Dai successi di Milano, Parigi, Napoli, Firenze al debutto a Torino. Toni Servillo porta in scena Elvira, per due settimane di repliche, al Teatro Carignano dal 13 al 25 marzo 2018.

L’originale di Brigitte Jaques, Elvire Jouvet 40, è la trascrizione delle sette lezioni sul “Don Giovanni” di Molière tenute dal grande attore francese Louis Jouvet al Conservatoire di Parigi sotto l’occupazione nazista. Da questo testo parte Toni Servillo affrontandolo nella nuova traduzione realizzata da Giuseppe Montesano e avendo accanto tre giovani interpreti: Petra Valentini (nel ruolo del titolo), Davide Cirri (Lèon/Sganarello) e Francesco Marino (Octave/Don Giovanni).

Elvira – spiega Servillo – porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati in un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio. Dopo anni in cui le riflessioni di Louis Jouvet sul teatro e sul lavoro di attore mi hanno fatto compagnia nell’affrontare repertori diversi, da Molière e Marivaux, da Eduardo a Goldoni mi è parso necessario che arrivasse il momento di un incontro diretto”.

E’ iniziato così il percorso di “Elvira”, prodotto dal Piccolo Teatro e da Teatri Uniti, che rinnovano, nella circostanza, un sodalizio felicemente iniziato con gli straordinari successi, anche internazionali, di Trilogia della villeggiatura di Goldoni e Le voci di dentro di Eduardo, entrambi diretti ed interpretati da Toni Servillo.

Un percorso gratificante quello di “Elvira”, un successo da “tutto esaurito”, sin dal debutto, nell’ottobre 2016 a Milano, al Piccolo Teatro nella storica sala di Via Rovello, con 26.946 spettatori in due mesi di recite, poi a Parigi all’Athénée Louis Jouvet “sold out” per tutte le repliche, ed ancora poi a Napoli, Firenze, Ancona. A questo va aggiunto un riscontro di critica a dir poco lusinghiero: “l’immenso Servillo”, così i titoli francesi, “artista magistrale, d’una profondità e sobrietà che soggiogano” (Le Figaro), che con Elvira crea uno spettacolo “estremamente vivo e coinvolgente” (Le Monde). “Jouvet – aggiunge Toni Servillo – parla a tutti ed il suo tentativo di costruire un alfabeto dei sentimenti costituisce un antidoto ai nostri tempi frettolosi. Lavorando al secondo monologo di Elvira dal Don Giovanni di Molière, Jouvet e la ragazza Claudia, interpretata da Petra Valentini, tracciano in queste lezioni una relazione col proprio mestiere e con una maniera di stare al mondo. Questo vale per tutti, il pubblico se ne accorge e vi si riconosce”. Dopo le repliche al Teatro Carignano, la tournèe di “Elvira” prosegue a Venezia, al Teatro Goldoni dal 6 al 15 aprile, per concludersi dal 19 al 21 aprile a El Pavón Teatro Kamikaze nella centralissima Calle de Embajadores di Madrid.

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Elvira
(Elvire Jouvet 40) di Brigitte Jaques © Gallimard
traduzione Giuseppe Montesano
regia Toni Servillo
costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Costanza Boccardi
con Toni Servillo, Petra Valentini, Francesco Marino, Davide Cirri
foto di scena Fabio Esposito

coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatri Uniti
Elvira porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati in un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio.
Un’altra occasione felice, offerta dalle prove quotidiane del monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière, consiste nell’opportunità di assistere ad una relazione maieutica che si trasforma in scambio dialettico, perché il personaggio è per entrambi un territorio sconosciuto nel quale si avventurano spinti dalla necessità ossessiva della scoperta. Louis Jouvet formula a proposito dell’attore la famosa distinzione comédien/acteur e dice precisamente: “il comédien è per così dire il mandatario del personaggio, mentre l’acteur delega se stesso personalmente. Il comédien esiste grazie allo sforzo, alla disciplina interiore, a una regola di vita dei suoi pensieri, del suo corpo. Il suo lavoro si basa su una modestia particolare, un annullarsi di cui l’acteur non ha bisogno”. Trovo il complesso delle riflessioni di Jouvet particolarmente valido oggi per significare soprattutto ai giovani la nobiltà del mestiere di recitare, che rischia di essere svilito in questi tempi confusi.
Toni Servillo

782

“Elvira”, il nobile mestiere di recitare

NEWS, TEATRO |