“Elvira”, il nobile mestiere di recitareToni Servillo incontra Louis Jouvet

Dai successi di Milano, Parigi e Napoli al debutto a Firenze. Toni Servillo porta in scena Elvira, per tre settimane di repliche, al Teatro Niccolini dal 18 febbraio al 12 marzo.


L’originale di Brigitte Jaques, Elvire Jouvet 40, è la trascrizione delle sette lezioni sul “Don Giovanni” di Molière tenute dal grande attore francese Louis Jouvet al Conservatoire di Parigi sotto l’occupazione nazista. Da questo testo parte Toni Servillo affrontandolo nella nuova traduzione realizzata da Giuseppe Montesano e avendo accanto tre giovani interpreti: Petra Valentini (nel ruolo del titolo), Davide Cirri e Francesco Marino. I costumi sono di Ortensia De Francesco, le luci di Pasquale Mari, il suono di Daghi Rondanini, l’aiuto regia di Costanza Boccardi. “Elvira – spiega Servillo – porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati in un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio. Dopo anni in cui le riflessioni di Louis Jouvet sul teatro e sul lavoro di attore mi hanno fatto compagnia nell’affrontare repertori diversi, da Molière e Marivaux, da Eduardo a Goldoni mi è parso necessario che arrivasse il momento di un incontro diretto”.
E’ iniziato così il percorso di “Elvira”, prodotto dal Piccolo Teatro e da Teatri Uniti, che rinnovano, nella circostanza, un sodalizio felicemente iniziato con gli straordinari successi, anche internazionali, di Trilogia della villeggiatura di Goldoni e Le voci di dentro di Eduardo, entrambi diretti ed interpretati da Toni Servillo.
Un percorso gratificante quello di “Elvira”, un successo da “tutto esaurito”, sin dal debutto, nell’ottobre scorso a Milano, al Piccolo Teatro nella storica sala di Via Rovello, con 26.946 spettatori in due mesi di recite, ai 4.150 spettatori nelle nove recite “sold out” a all’Athénée Louis Jouvet di Parigi. A questo va aggiunto un riscontro di critica a dir poco lusinghiero: “l’immenso Servillo”, così i titoli francesi, “artista magistrale, d’una profondità e sobrietà che soggiogano” (Le Figaro), che con Elvira crea uno spettacolo “estremamente vivo e coinvolgente” (Le Monde). Lo spettacolo, prima di Firenze, è di scena a Napoli fino a domenica 12 febbraio – e saranno più di dodicimila spettatori che l’avranno visto al Teatro Bellini. “Jouvet – conclude Servillo – parla a tutti ed il suo tentativo di costruire un alfabeto dei sentimenti costituisce un antidoto ai nostri tempi frettolosi. Lavorando al secondo monologo di Elvira dal Don Giovanni di Molière, Jouvet e la ragazza Claudia, interpretata da Petra Valentini, tracciano in queste lezioni una relazione col proprio mestiere e con una maniera di stare al mondo. Questo vale per tutti, il

 

Foto Fabio Esposito

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