MORTE DI UN MATEMATICO NAPOLETANO

Maggio 1959. È l’ultima settimana di vita del matematico Renato Caccioppoli. Ne seguiamo i movimenti partire dalla stazione in cui viene fermato ubriaco dalla polizia. I rapporti con il fratello, con la ex moglie, con gli studenti, con i compagni del PCI, con l’anziana zia, con la quale ricorda il nonno Michail Bakunin, precedono il ritrovamento del suo corpo. Mario Martone, regista teatrale già noto, fa con questo film il suo esordio sul grande schermo. La scelta cade su uno dei matematici più importanti e più eccentrici.Renato Caccioppoli (190-1959) all’età di 24 anni era già libero docente e 4 anni dopo l’Accademia dei Lincei gli conferiva il premio nazionale generale nella classe di Scienze Fisiche. Antifascista, solo grazie all’intervento della zia si salva dal carcere con il ricovero in ospedale psichiatrico. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale riprende l’insegnamento e si avvicina al Pci pur senza mai iscriversi. Martone decide di non farne un ritratto agiografico e nemmeno di ripercorrerne la vita. Ciò che gli interessa è rifletterne la complessa personalità in una molteplicità di situazioni e di punti di vista. In ciò deve essergli stata di notevole ausilio Fabrizia Ramondino abile nel ritrarre i personaggi femminili che entrano in contatto con un uomo che a un esame assegna un ottimo voto a una studentessa pronunciando una frase decisamente maschilista.

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Category: CINEMA, FILMOGRAFIA
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