Sabato, Domenica e Lunedì

Sono un attore e quasi sempre anche il regista degli spettacoli in cui recito. Per questo motivo dopo aver lavorato intensamente su Moliére (Il misantropo, Tartufo) ora vedo naturale il passaggio a Eduardo: entrambi uniscono nei loro testi, nei loro copioni, parola e gesto in un risultato complessivo che non esclude la regia, ma la comprende. Eduardo è l’autore italiano che con maggior efficacia, all’interno del suo meccanismo drammaturgico, favorisce l’incontro e non la separazione tra testo e messa in scena. Affrontare le sue opere significa insinuarsi in quell’equilibrio instabile tra scrittura e oralità che rende ambiguo e sempre sorprendente il suo teatro. Seguendo con umiltà il suo insegnamento cerco nel mio lavoro di non far mai prevalere il testo sull’interpretazione, l’interpretazione sul testo, la regia sul testo e sull’interpretazione. Il profondo spazio silenzioso che c’è fra il testo, gli interpreti ed il pubblico va riempito di senso sera per sera sul palcoscenico, replica dopo replica. Ho scelto Sabato Domenica e Lunedì perché Eduardo qui si occupa di una grande famiglia napoletana dove convivono tre diverse generazioni in un momento storico cruciale: gli albori del boom economico che imponeva in Italia un nuovo e improvviso modello di sviluppo, determinando l’affacciarsi di nuovi desideri e nuove mode, capaci di creare da una parte euforia, dall’altra un senso di confusione e di disagio per tutti. Un rivolgimento sociale e culturale che ha profondamente segnato e tuttora influenza la storia, i destini, le idee ed i costumi del nostro paese.

Toni  Servillo

Sabato, Domenica e Lunedì
di Eduardo De Filippo
regia Toni Servillo

con
Anna Bonaiuto
Alessandra D’Elia
Toni Servillo
Roberto De Francesco
Enrico Ianniello
Gigio Morra
Monica Nappo
Betty Pedrazzi
Tony Laudadio
Marcello Romolo
Francesco Silvestri
Mariella Lo Sardo
Pierluigi Tortora
Salvatore Cantalupo
Ginestra Paladino
Antonello Cossia
Antonio Marfella

scene Toni Servillo, Daniele Spisa
costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Francesco Saponaro
direzione tecnica Lello Becchimanzi
direzione di scena Teresa Cibelli

una produzione Teatri Uniti e Teatro Stabile dell’Umbria

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